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Scritture in corso

C.Brancusi - La Musa addormentata

 

 

 

Stanno per scattare Trappole per sogni

la poesia libera silenzi

 

 

E' stata pubblicata la raccolta poetica:

"L'azzurro non è una parola"

 

 

Casa Editrice Progetto Cultura 2003 

 

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Da "Il Giornale di Seregno" di Monza del 14/10/2008

Articolo di Simone Morano

 

 

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Da "Il Cittadino" di Monza del 4/10/2008

Articolo di Elena Sandré

 

 


Certificato di nascita di una raccolta poetica

(così può nascere una raccolta poetica)

Riflessioni di tre quarti, senza pioggia, ma col cielo grigio

-  ATTO PRIMO  -

 

Per caso? Prendi un colore: l'azzurro. Perché proprio l'azzurro?

Smarrita fra centinaia e centinaia di poesie (non saranno quasi un migliaio? E chi si mette a contarle tutte!), pensi tra te e te: "Devo pur cominciare da qualche parte. Prendo un titolo a caso, magari un po' più frizzantino degli altri".

E pensi subito male: hai l' impressione di scegliere alla cieca, invece sei tu a essere scelta.  

Quel giorno era un giorno qualsiasi, mentre stavi sbrigando una faccenda qualsiasi, in un posto qualsiasi.

Invece no: era quel giorno e la faccenda e il posto e l'ora facevano già parte di una sorta d'incantesimo prestabilito. Eri in comunicazione con l'ignoto e non lo sapevi.

Quando si pratica la poesia, si ha sempre a che fare con i sortilegi. Ma è un Dio buono che trama alle tue spalle.

Ti corre per la testa un pensiero impellente e vibrante, irresistibile. Una voce di predestinazione ti spinge a partire da un punto del tutto definito, chiaro, immutabile: quel punto. Tu ti devi fidare e basta.

Questa nuova idea in realtà è sempre esistita: tu l'hai semplicemente richiamata da un dove.

La poesia viene da un luogo che non conosci: l'hai ospitata, le hai dato libera cittadinanza nel tuo spirito, l'hai lasciata fermentare nella tua mente come vino novello, l'hai fatta scorrere nei tuoi polsi, straripare nelle movenze delle tue dita. Poi le hai dato libero sfogo nei tuoi spazi bianchi. L'hai fatta accomodare nel giardino della tua intimità. La custodisci come un Cerbero fra le tue cose più preziose.

Magari l'hai persa anche un po' di vista per anni, per stagioni, per mesi; ne avevi perfino dimenticato il titolo e i versi. Ma lei c'era ed è solo questo che conta.

Nessuna poesia ti appartiene del tutto.

Ti somiglia: può avere lo stesso colore dei tuoi occhi, la lunghezza dei tuoi capelli, forse quel tuo difettuccio proprio insopportabile oppure quella tua modesta riconoscibile virtù. Ma - che ti piaccia o no - non sei stata tu a darle la scintilla originaria. L'hai solo accolta fra le braccia. L'hai accudita, ninnata, fatta grande, accasata.

Così quel titolo, e proprio quello, viene da te e tu non fai altro che aprirgli la porta. Lo fai mettere comodo nel tuo salotto buono. E dietro a lui si accalca un nugolo di poesie per farne parte: "Io! Io! Io!...".

"Calme, calme, c posto per tutte!". O quasi.

Solo a quel punto puoi seguire una direzione consapevole: è la mente la stella che ti guida. Ora è tutto nelle tue mani. O quasi.

E' una nuova raccolta poetica? No, è una raccolta poetica che esiste da sempre. E' semplicemente scoccata la sua ora. Come sbocciano gli oleandri o maturano le more sulle siepi.

E' venuta da me, ma non viene da me. E io le detto di sì. Che altro potevo fare?

 

Vista di lato o controluce: indiscrezioni e dettagli

Titolo della prima poesia: L'azzurro non è una parola

 e dell'ultima Porto maggiore
 

R.Magritte - La pagina bianca