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Relata refero

 


H.Matisse - Nudo Blu

 

Intervista con Tiziana Soressi

D - Quale motivo ti spinge a scrivere?

R - L'istinto. Rispondo con la scrittura ad una pulsione irrinunciabile. Accanto all'istinto, c'è un'esigenza, altrettanto insopprimibile, d'onestà d'intenti, questa è una garanzia che mi sento di assicurare a chi mi legge: non potrei mai barare con me stessa. Scrivo solo ciò che sento dentro, le mie parole prima di trasmettersi ad una pagina bianca, fluiscono attraverso il mio spirito, il mio cervello e il mio corpo. Non possono prescinderne. A volte esse vengono anche prima di me e le trovo per caso, d'improvviso, guardando un albero, sorseggiando un bicchiere d'acqua, camminando tra la gente, captando un suono nell'aria. A volte le perdo irrimediabilmente per strada e non c'è più verso di evocarle. A volte le rimando nel tempo e so che ogni volta corro il rischio di non ritrovarle più. Le parole hanno una vita loro, scrivere è votarsi ad un complesso rapporto di convivenza con esse: può essere un matrimonio d'amore o una dichiarazione di guerra. C'è rumore, suono e silenzio.

D - In quali generi letterari ti esprimi?

R - Da sempre attraverso la poesia, più recentemente anche nel racconto e nella favola per bambini. La poesia proviene dal fluttuare del mio spirito, il racconto è iniziato dalla memoria, la favola dal dolore.

D - Quale rapporto hai col lettore?

R - Spero basato sulla complicità e sull'imprevedibilità. Mi auguro che egli entri con duttile sensibilità nel gioco avvincente della finzione letteraria, che di quel che scrivo metta ragionevolmente in dubbio quanto basta e creda benignamente quanto può. La mia più grande ambizione letteraria sarebbe quella di riuscire a suscitare nel lettore, almeno qualche volta, un'emozione o una riflessione in qualche modo sorprendente e, di conseguenza, di poter stabilire con lui un'intesa significativa, se non incisiva. Nella vita, come nell'arte, è difficile "incontrarsi", lasciarsi addosso un segno reciproco. E, quando questo succede, il senso dello scrivere può dirsi compiuto.

D - Quale considerazione hai del libro tradizionale?

R - Credo che continuerà a svolgere un ruolo insostituibile: è facilmente fruibile, è maneggevole, trasportabile, annotabile, ha una sua rassicurante fisicità, dà il piacere del tatto, dello spessore delle vicissitudini. Mi vengono in mente le splendide parole di Erri de Luca in "Tre cavalli": "…Ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi…"

D - Cosa pensi dei Concorsi letterari?

R -Il meglio e il peggio possibile. Dal momento che i letterati, al contrario di altre categorie di artisti (musicisti, pittori, scultori ecc.), hanno minori occasioni per proporre/esporre le loro opere, i Concorsi letterari possono costituire una giovevole occasione per comunicare e confrontare i propri lavori, sottoponendoli al giudizio di una giuria qualificata. Tuttavia non mancano, anzi proliferano, i Concorsi la cui validità è inficiata dal prevalente o esclusivo interesse pecuniario e dalla scarsa correttezza dei criteri di valutazione, per disonestà o mancanza di competenza dei giurati stessi. Quattro sono i criteri in base ai quali, a mio parere, si possono riconoscere i Concorsi seri e qualificanti: la partecipazione gratuita, l'anonimato degli elaborati, la consistenza dei premi in danaro e la composizione della giuria.

D - Quale posto ha il successo nella tua considerazione?

R - Sono modesta: mi accontento della gloria.

D - Si dice che l'immagine stia sostituendo la parola. Cosa ne pensi?

R - Credo che, più che di sostituzione tout court della parola da parte dell'immagine, nei casi migliori, forse si potrebbe parlare di una loro odierna tendenza alla complementarietà o addirittura alla fusione, attraverso per esempio il fenomeno della multimedialità. Del resto, immagine e parola, nella cultura di ogni tempo, hanno anche collaborato alla creazione di un patrimonio comune, si pensi, per esempio allo scudo istoriato di Achille fabbricato da Vulcano, in cui i due codici espressivi si integrano. Sia il segno grafico che quello figurativo sono entrambi fattori di comunicazione, ma con caratteristiche specifiche autonome, tanto che esiste una differenza sostanziale e profonda tra la comunicazione verbale e quella visiva, anche se, per le migliori espressioni artistiche, si dice che le immagini "parlano" da sole, così come le parole sono esse stesse evocatrici di immagini. Comunque, per il suo caratteristico e peculiare rapporto tra significante e significato la parola, secondo me, svolge un ruolo insostituibile.


D - Credi che l'espressione multimediale (testo, immagine, suono, movimento, ecc) possa sostituire il libro stampato?

R - Costituisce senz'altro un'innovazione interessante e stimolante per le diverse modalità di fruizione che consente, per la molteplicità di collegamenti a cui dà accesso, per la pluralità d'informazioni che offre. Non penso però che possa determinare una scomparsa dell'uso del libro tradizionale, che, come ho già detto, conserva invece una sua più agevole fruibilità e consente una lettura meno dispersiva e più concentrata, esigendo, al contrario dell'espressione multimediale, una lettura sequenziale.

D - Cosa pensi della pubblicazione in rete?

R - Nutro generalmente un'opinione positiva e fiduciosa: essa offre una visibilità immediata e moltiplica le possibilità di comunicazione e d'interazione, permettendo così pure di sottrarsi alle discutibili leggi/imposizioni dell'editoria contemporanea. Inoltre ha favorito la creazione di numerosi siti dedicati alla scrittura, promuovendo la voglia di scrivere e di confrontarsi. Tuttavia la navigazione via Internet, nello stesso tempo, non preclude il rischio di rimanere invischiati e oscurati dalla "marea" dei collegamenti. A volte poi si riscontra una certa mancanza di selezione qualitativa del materiale letterario messo in rete, con un, per così dire, inquinamento del panorama generale. Se questo però è il prezzo da pagare per la libertà di espressione e comunicazione, ritengo che vada pagato.

Un inconveniente della pubblicazione in rete potrebbe essere anche l' approccio più fugace e meno approfondito dei testi, rispetto alla pubblicazione tradizionale, in quanto, per sua natura, la lettura in video è poco comoda e più rapida. Un problema delicato poi da affrontare è quello della protezione e tutela dei contenuti digitali.

D- Qual è la cosa che ti riesce meglio nella vita?

Sognare ad occhi aperti e credere fermamente in ciò che vedo con "gli occhi della mente": sfida senza risparmio di colpi!

D - Quale frase o massima ti sarebbe piaciuto scrivere?

R - Quella di George Bernard Shaw che recita: "Tu vedi cose che esistono e ti chiedi: perché? Io sogno cose mai esistite e mi chiedo: perché no?".


Intervista tratta dal sito di Mirella Floris:

http://www.mirellafloris.com/incontri/soressi/intervista.htm

e da Prospettiva Editrice:
http://www.prospettivaeditrice.it/libri/interviste/dettaglioautori/soressi.htm