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Vernasca poetica

 

 

Bisbigliando saluti

 

Varnasca, at salüt

 

Cüsti ién paròli,

ién paròli e basta,

un po’ ad  suspìr,

quasi un buf d’aria.

Varnasca,     

a té lassœ

muntanèra cmé la lóna,

tédva cmé ‘l sul

e i gat in amúr.

Al tò ciél,

tra la nebia e al sigali,

l’é l’urizónt

in dua vulà

par truà

al cœr ad la vita,

al fiur ad l’eternità.

 

Vernasca, ti saluto

 

Queste sono parole,

sono parole e basta,

un po' di sospiri,

quasi un soffio d'aria.

Vernasca,

sei lassù

montanara come la luna,

tiepida come il sole

e i gatti in amore.

Il tuo cielo,

tra la nebbia e le cicale,

è l'orizzonte

dove volare

 per trovare

il cuore della vita,

il fiore dell'eternità.

 

 

Teo Russo - Paese con la neve

 

Sono vissuta di pane e neve

Sono vissuta

di pane e neve

bianca la notte

bianca la saliva

che impasta il giorno.

Qui a Vernasca

nevica sempre a Natale,

nevica di vanga,

nevica d'uva

nevica di collina.

L'ombra e la luce

s'incontrano nella nebbia,

tra mosto e vischio

tra bacca e muschio,

e sorprendono i passeri saputi.

La luna èlievito

e il sasso giglio,

nevica quando il tempo è bello

e il sole fa trapezio

nella farina di cristallo.

Qui a Vernasca.

nevica sempre a Natale.

 

 

Ivan Rabuzin - Zagorie

 

Piovigginando sale. Ancora a Vernasca

Pancia di paese

sono qui nel tuo niente

nella tua acqua piovana

nel tuo verde barbaro

nel tuo manto calanco.

Chi dice che Dio abita sugli alberi

non ha visto

la zolla dei tuoi papaveri bianchi.

Qui rivedo chi sono

quando non sarò.

Tutti gli uomini

si prolungano nel mare,

a me hai dato l'arsura che mi farà pioggia.